Prima o poi molti di noi si fanno questa domanda: perché oggi recupero in modo diverso rispetto a qualche anno fa?
Magari dopo una giornata intensa serve un po’ più di tempo per ricaricarsi. Oppure ci accorgiamo che il corpo ci chiede più attenzione rispetto al passato.
È normale. Quando qualcosa cambia nel nostro corpo, vorremmo trovare una spiegazione chiara. La tentazione è cercare un unico responsabile. Un ormone, una molecola, un meccanismo preciso da sistemare.
Ma il nostro organismo è molto più interessante di così.
L’invecchiamento non dipende da un solo interruttore.
Il corpo cambia in tanti punti insieme
Da anni gli scienziati cercano di capire cosa succede nel nostro organismo mentre passano gli anni.
Per mettere ordine hanno creato una specie di mappa chiamata Hallmarks of Aging. Il nome è complicato, l’idea molto meno. Significa che con il tempo cambiano diversi processi del nostro corpo e, soprattutto, questi processi si influenzano tra loro.
Non c’è quindi un solo colpevole da trovare. C’è un insieme di piccoli cambiamenti che lavorano insieme.
I mitocondri aiutano le cellule a produrre energia
Dentro le nostre cellule ci sono piccole strutture chiamate mitocondri.
Una delle loro funzioni è aiutare a trasformare ciò che mangiamo nell’energia che il corpo può utilizzare per muoversi, pensare, recuperare e continuare a funzionare.
Con l’età il loro funzionamento può cambiare. Ma questo non significa che tutta la stanchezza dipenda dai mitocondri o che basti “riaccenderli” per risolvere tutto.
Sono importanti, certo. Ma sono solo una parte del quadro.
Le cellule hanno anche un sistema di pulizia
Ogni giorno le nostre cellule lavorano, consumano risorse e devono eliminare o riciclare ciò che non serve più.
Uno dei sistemi che svolge questo lavoro si chiama autofagia. Possiamo immaginarla come un piccolo servizio di pulizia interno alla cellula.
Anche questo meccanismo può cambiare con il tempo. La ricerca lo studia molto, ma trasformarlo in una formula magica sarebbe troppo semplice.
Il corpo non ha bisogno di un solo trucco. Ha bisogno di tante condizioni favorevoli.
Con gli anni serve più manutenzione
Pensiamo a una casa. Anche se è costruita bene, dopo molti anni ha bisogno di controlli, piccoli interventi e un po’ più di attenzione. Anche il nostro organismo funziona così.
Le cellule devono proteggere il DNA, mantenere in ordine le proteine e riparare piccoli danni che si accumulano durante la vita.
Con il passare degli anni alcuni di questi sistemi possono diventare meno efficienti. E questo aiuta a capire perché recupero, movimento, alimentazione e sonno diventano sempre più importanti.
Alcune cellule cambiano comportamento
Con il tempo alcune cellule smettono di comportarsi come prima. Non si dividono più allo stesso modo, ma possono restare presenti e inviare segnali alle cellule vicine.
Gli studiosi chiamano questo fenomeno senescenza cellulare. È un termine tecnico, ma il concetto è semplice: alcune cellule cambiano il loro modo di lavorare.
Anche qui però non dobbiamo pensare a una macchina che si rompe pezzo dopo pezzo. Il corpo continua ad adattarsi.
Anche l’infiammazione può cambiare
Con il passare degli anni può cambiare anche il modo in cui il nostro organismo gestisce l’infiammazione. Gli scienziati hanno creato perfino una parola per descrivere parte di questo fenomeno: inflammaging.
Il nome è difficile. Il concetto molto meno.
Alcuni segnali infiammatori possono restare più presenti nel tempo e dialogare con metabolismo, sistema immunitario e altri processi del corpo.
Non è “la causa di tutto”. È un altro tassello.
Il nostro corpo è una squadra
Una delle cose che trovo più affascinanti è questa: nel corpo nulla lavora davvero da solo.
Le cellule comunicano continuamente tra loro attraverso ormoni, sistema nervoso, sistema immunitario e molte altre vie.
Anche l’intestino e il microbiota, cioè l’insieme dei microrganismi che vivono lì dentro, partecipano a questo grande dialogo. Quando una parte cambia, anche altre possono risentirne.
Ecco perché le spiegazioni troppo semplici spesso non raccontano tutta la storia.
Perché due persone della stessa età possono essere così diverse?
Basta guardarsi intorno. Due persone di 60 anni possono avere livelli molto diversi di forza, energia, mobilità e capacità di recupero.
L’età anagrafica ci dice quanti anni abbiamo vissuto. Ma non racconta tutto.
Movimento, alimentazione, sonno, genetica, stress, ambiente, malattie attraversate e abitudini quotidiane possono creare percorsi molto diversi.
Per questo l’età non è un destino uguale per tutti.
Possiamo influenzare il modo in cui invecchiamo?
Sì, almeno in parte. Non possiamo controllare tutto quello che accade dentro il nostro corpo e non esiste un metodo capace di fermare il tempo.
Possiamo però creare condizioni migliori perché il nostro organismo continui a funzionare bene.
Muoversi con regolarità aiuta a mantenere forza, resistenza e autonomia. Mangiare in modo equilibrato fornisce energia e materiali utili al corpo.
Dormire bene aiuta il recupero. Sono cose semplici. Forse proprio per questo, a volte, le sottovalutiamo.
Il ruolo della nutrizione
Ogni giorno il nostro corpo ha bisogno di energia e nutrienti per funzionare bene. Proteine, carboidrati, grassi, vitamine, minerali e fibre fanno parte di questo equilibrio. Non è il singolo alimento a fare tutto.
Conta molto di più la qualità delle scelte che ripetiamo nel tempo e soprattutto quello che riusciamo a mantenere con continuità.
Anche i prodotti nutrizionali, se usati con criterio, possono essere strumenti pratici.
Possono aiutare a organizzare meglio alcuni momenti della giornata, completare l’apporto di alcuni nutrienti o rendere più semplice mantenere buone abitudini.
Non devono fare tutto. Possono però far parte della strategia.
Il punto di Fabio
Più cerco di capire come funziona il nostro corpo, più mi accorgo che le risposte troppo semplici raramente raccontano tutta la storia.
Mitocondri, infiammazione, muscoli, alimentazione, sonno e recupero sono tutti importanti. Ma lavorano insieme. Per questo preferisco una domanda molto concreta:
che cosa posso fare oggi per aiutare il mio corpo a funzionare meglio?
La risposta difficilmente sarà una sola cosa. Più spesso sarà una combinazione di movimento, nutrizione, recupero e continuità.
Quando una spiegazione è troppo semplice
Capire le cose in modo semplice è utile. Ridurre tutto a una sola causa è un’altra cosa.
Se qualcuno ci dice che tutta la nostra stanchezza dipende da una sola molecola, che il problema inizia esattamente a una certa età e che esiste un unico modo per risolverlo, vale la pena fermarsi un momento.
Possiamo farci una domanda in più:
questa cosa è davvero dimostrata oppure è soltanto una spiegazione molto convincente?
Non dobbiamo diventare scienziati. Dobbiamo solo imparare a capire meglio. Perché conoscere ci aiuta a scegliere.
Non dobbiamo fermare il tempo
Invecchiare fa parte della vita. L’obiettivo non è tornare indietro negli anni.
È cercare di mantenere più a lungo possibile ciò che ci permette di vivere bene: forza, autonomia, energia, lucidità e voglia di fare. Non esiste un solo interruttore dell’invecchiamento. Ed è forse proprio questa la buona notizia.
Perché significa che abbiamo più strade per prenderci cura di noi.
Vuoi capire da dove partire per prenderti cura meglio di te?
Non esiste una sola soluzione per invecchiare bene. Possiamo però lavorare su ciò che dipende da noi: movimento, alimentazione, recupero e abitudini quotidiane.
Se vuoi raccontarmi la tua situazione e capire quali piccoli passi possono avere senso per te, scrivimi. Ne parliamo con calma.
Fonti e approfondimenti
- Cell — 2013 — The Hallmarks of Aging
- Cell — 2023 — Hallmarks of Aging: An Expanding Universe
- National Institute on Aging — Exercise and Physical Activity
- World Health Organization — Healthy ageing and functional ability
Trasformiamo le informazioni in un primo passo concreto.
Ogni persona parte da una situazione diversa. Se vuoi, possiamo capire insieme quale abitudine merita attenzione per prima.
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